Sanfilippo:”…la rima piu’ semplice…”

Questa brevissimi poesia è di un ex studente della nostra scuola, Salvatore Sanfilippo, che a febbraio di quest’anno, dopo essersi diplomato in elettrotecnica, ha pubblicato, con Albatros, una raccolta di poesie intitolata “Acuti silenzi”.

La rima più semplice
ch’io possa mai fare
quella d’un vortice
che mi spinga ad amare

poiché non c’è parola
neppure canzone
che possa dar tatto sola
a la tua immaginazione

Che ci ha spiegato con le sue parole:
“Questa poesia è quasi una rassegnazione al cospetto dell’inutilità e della vacuità delle parole, nel compiere il loro compito. Quello di dimostrare agli altri, quanto possa essere forte il pensiero dell’uomo. Così come Umberto Saba scelse la rima più antica, fiore – amore, io in questo caso utilizzo “fare – amare”. Poi “parola – sola” e quindi “canzone – immaginazione”. Perché questa scelta? Perché quando un pensiero è così simile ad un cruccio, nella propria testa e le poesie che ti fa scrivere son rasenti l’incomprensibile, arrivi ad un bivio. Sai che nessuna “parola” sarà in grado di render giustizia a ciò che senti, ma neppure una “canzone”. Le canzoni da sempre ci fanno provare vicinanza per qualcuno e a volte sono l’unica consolazione che possiamo trovare. Non in questo caso! Non esiste nulla che possa farlo, forbite, ma inutili parole. Canzoni sorde di musica e un pensiero antico, ma incommensurabile come l’amore. Un concetto semplice eppure nessuno è mai riuscito a spiegarlo interamente. Perché varia, ma resta lo stesso vecchio scherzo dei secoli a tramandarsi”.

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