Incontro “Spazio alla scienza”

La conquista dello spazio
Lo spazio ha sempre affascinato l’essere umano, il progresso tecnologico e scientifico ha spinto l’uomo verso l’esplorazione spaziale in cerca di risposte.
La conoscenza dell’ignoto, ma anche una sorta di competizione internazionale tra le potenze del pianeta hanno dato un impulso considerevole all’esplorazione spaziale.
Dapprima i satelliti artificiali che orbitano intorno alla terra dotati di strumentazioni tecnologiche avanzate di telecomunicazione, satelliti metereologici o anche con tecnologia militare, hanno consentito la raccolta di una notevole quantità di informazioni sullo spazio, e proprio grazie a queste sono stati fatti enormi progressi sia nelle strumentazioni sia nei materiali più idonei per una lunga durata nello spazio.
Si è arrivati poi a sonde spaziali, piccole navicelle spaziali senza equipaggio con strumentazione tecnologica di osservazione studio e trasmissione dati, hanno fornito e permesso lo studio di pianeti e sistemi anche molto lontani dalla terra.
Veicoli spaziali, termine usato per i mezzi con o senza equipaggio, utilizzati nel passato per raggiungere la luna, ultimamente per missioni di studio intorno alla terra con continue sperimentazioni a bordo della Stazione Spaziale orbitante ISS, che consente la vita degli esseri umani al suo interno ma non dispone di una struttura propulsiva. Questa rappresenta ,però, un notevole passo in avanti per studiare la vita nello spazio, e ha consentito una collaborazione mondiale. Infatti di solito la base di partenza si trova negli USA ma il rientro avviene in altre nazioni come la Russia o diversi paesi asiatici, gli equipaggi (astronauti, cosmonauti) sono di molte e diverse nazionalità, tra cui anche diversi italiani.
L’attrezzatura necessaria per i viaggi o la permanenza nello spazio è molto tecnologica e costosa; basti pensare che una tuta spaziale ha un costo pari a 12 milioni di euro, un peso di circa 145 kg con un’autonomia di 8 ore di esplorazione. Moltissime innovazioni studiate e messe a punto per le missioni spaziali, a partire dagli anni ’60, sono poi entrate nella normalità della nostra vita.
Ad esempio, le lenti antigraffio presenti nei caschi degli astronauti oggi vengono utilizzate per gli occhiali da vista e da sole, le lenti fotocromatiche, i termometri auricolari, i sensori per le fotocamere digitali, apparecchi per denti (alluminio traslucido, materiale di solito usato per la protezione delle antenne) le mammografie che utilizzano software sperimentati per l’analisi delle immagini del telescopio Hubble.
Anche gli stivali Moon Boots, riscaldati e con isolamento termico, le gomme elastiche usate per i Rover di esplorazione sono sviluppate con una lega di titanio e nichel, non richiedono aria e si muovono su qualsiasi superficie e condizione atmosferica.
Nell’ambito del progetto ‘Spazio alla Scienza’, nella conferenza svoltasi l’8 febbraio presso il nostro Istituto ci hanno illustrato la vita all’interno della stazione spaziale orbitante ISS.
Spno state illustrate anche le cose che sembrano più semplici sulla terra ma che, a bordo della stazione spaziale, richiedono invece accurata preparazione. Il semplice dormire, non essendo presente il ciclo giorno/notte e previsto a turnazione di 5 o 6 ore tra i membri dell’equipaggio, ovviamente non può avvenire in un ambiente silenzioso, essendo la stazione in continua attività di studio e analisi. In assenza di gravità gli astronauti riposano in un sacco a pelo ancorato alle pareti della stazione.
Anche le normali funzioni igieniche e di lavaggio sono un’operazione complessa, perché esistono manovre precise per evitare che l’acqua si disperda. Non esistendo fonti di acqua a parte le riserve, e i rifornimenti provenienti periodicamente dalla terra con le navicelle spaziali, è stato predisposto comunque a bordo un complesso sistema di riciclo dei liquidi tale da consentire un lungo utilizzo dell’acqua stivata nella stazione. Anche dal punto di vista dello stato di salute dei cosmonauti, i rischi in cui essi incorrono sono molteplici. Quelli più frequenti manifestatisi sono perdita di peso e massa corporea ed ossea; inoltre l’esposizione prolungata a radiazioni e tempeste solari possono far insorgere patologie tumorali o malattie del sangue. Anche la vista può risentire di una lunga permanenza nello spazio.
All’interno della stazione orbitante gli astronauti effettuano esperimenti in tutti i campi e sono essi stessi cavia di sperimentazione essendo la vita nello spazio solo all’inizio, e lo studio delle loro reazioni fisiche e psicologiche rappresentano un passo importante verso la colonizzazione dello spazio e di altri pianeti.
Il progetto futuro è l’esplorazione del pianeta Marte, non con i Rover, ma con una missione umana con astronauti e mezzi di studio e moduli abitativi. Il solo viaggio verso il pianeta rosso impiegherà dai 6 ai 7 mesi e, con lo stato attuale delle conoscenze, non prevede un rientro sulla terra.

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