Diario al tempo del Coronavirus:”mi sento a disagio nel mio “nuovo mondo”

Il contributo di una studentessa dell’istituto Sarrocchi.

“Inizialmente pensavo che fosse un incubo lontano da noi, dall’Italia. Il 9 marzo, quando annunciarono che tutta l’Italia sarebbe diventata zona rossa, con divieto di uscire dal proprio comune, se non per situazioni strettamente necessarie, come per esempio andare al lavoro, per me, è stato come ricevere uno schiaffo in faccia: iniziai a capire che quell’incubo che pensavo fosse lontano invece era più vicino di quanto immaginassi. Non è facile, mi sento a disagio nel mio “nuovo mondo”; credo che ci si senta sempre disorientati quando si viene sbalzati fuori dal proprio angolino rassicurante. Tutto fermo. Lontano dalle persone che ami; dalla persona che ami. Penso ogni giorno ai miei cari che vanno al lavoro, con la paura che possano, un giorno, contrarre questo virus. Sono lontana dalla mia quotidianità, dai miei amici, dal mio ragazzo, ma credo che finito tutto questo cambieranno molte cose, e daremo valore a ciò che prima davamo per scontato”.

#andràtuttobene

Aurora

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