Diario al tempo del Coronavirus:”…se penso a tutto cio’ che stanno facendo medici, infermieri…”

Pubblichiamo un nuovo contributo di una studentessa dell’istituto Sarrocchi di Siena:”Il coronavirus è un virus simile all’influenza, sviluppato in Cina a Wuhan nel dicembre del 2019; non sono ancora chiare le cause che hanno portato il virus a manifestarsi, ci sono molte teorie, c’è chi crede che sia stato portato da un animale e poi c’è chi crede che sia stato creato in laboratorio. All’inizio, questa situazione e la pericolosità del virus sono state  molto sottovalutate, poi è arrivato in Italia dove sono state contagiate tantissime persone al nord e la pericolosità del virus è diventata nota a tutti, e hanno iniziato a darci delle prime regole. Ad oggi, ormai è quasi un mese che gli italiani o la maggior parte sono tutti in quarantena; si vivono giorni di angoscia e di preoccupazione a causa di questa pandemia che ormai non risparmia più nessuno, e in questo periodo ha causato migliaia di morti in tutto il Mondo. Se penso a tutto ciò che stanno facendo quelle persone che sono in prima linea, dai medici agli infermieri, al personale delle ambulanze del 118, che si trovano ad affrontare una situazione più grande di loro, credo che ci sia soltanto da ammirarli per tutto quello che stanno facendo, mettendo a rischio la loro vita per salvare altre vite umane, lavorando in condizioni disperate, difficili, non avendo mezzi per potere agire al meglio, in quanto mancano macchinari per i pazienti colpiti dal CODIV-19. Stando a casa la sensazione che provo è sicuramente una sensazione di vera e propria angoscia,noia è una sensazione indescrivibile, sono qua, tra le quattro mura di casa e mi sento inutile, se penso che là
fuori c’è chi mette a repentaglio la propria vita per proteggere tutti, per cercare di salvare delle vite umane. C’è da dire anche che tutta la mia vita è cambiata in questi giorni, sono cambiate le semplici abitudini banali di tutti i giorni e un pò mi mancano; il semplice prendere un autobus per andare a scuola, stare in mezzo alla gente…tutto questo mi manca. E’ una condizione difficile quella di stare isolati dagli amici, dai parenti, dagli affetti più cari, però credo che sia importante da parte mia come cittadina italiana restare a casa cercando di pensare al diritto della salute sia mio sia del prossimo. Se poi penso che tantissime persone stanno combattendo per vivere, mi ritengo fortunata a stare protetta tra le mura di casa”.

Andrea

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