Diario al tempo del Coronavirus”…scrivo poiche’ non oso star fermo, mentre la vita aspetto…”

Pubblichiamo un nuovo contributo di Salvatore Sanfilippo, ex studente dell’istituto Sarrocchi di Siena, autore di un recente libro di poesie intitolato “Acuti silenzi” (Editore Albatros):”Una trappola il giorno, meno avversa la notte, penso sempre di sentirmici più a mio agio. Non so dire il perché o forse, non oso neppure cercarvi il senso. Affogo nel nulla, provo a dormire, per trovare riposo e morte al pensar di lei, ma poi di soprassalto mi sveglio. Quanti come me vivono nel passato? Tanti. Troppi. Colpa dello star reclusi, il futuro è immobile, il presente sfocato, ma il passato… ecco il passato non lo è mai. Recriminazioni, velleitarie fandonie le mie azioni, anzi, le mie scuse.
E ora che si apre quel pertugio di speranza, nel poter approcciare nuovamente con la vita, ci si interroga se poi, questo nostro vivere non sia già stato un moto di inerzia, ad annientare i propri desideri.
Eppure, diversamente dalla quarantena, siamo stati noi stessi, a protrarci nel nulla del fare e ora diamo semplicemente la colpa, ad uno scialbo decreto.
Allora scrivo dacché pure i pensieri meritano rispetto,
scrivo poiché non oso star fermo, mentre la vita aspetto”.

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