Diario al tempo del Coronavirus”…questa vita da recluso non mi sconvolge…”

Pubblichiamo un nuovo contributo di uno studente di una prima dell’istituto Sarrocchi di Siena:”Questa vita da recluso mi sconvolge? No, personalmente mi ha fatto riscoprire il senso di famiglia che forse avevo perso per la vivacità della vita che c’era prima: svegliarsi alle sei per prendere il pullman, stare otto ore a scuola, tornare a casa alle due mezza (quando andava bene), mangiare un boccone alla svelta, piccolo riposo, fare i compiti e finalmente ritrovarci tutti a cena, fare una chiacchierata veloce su come era andata la giornata, un po’ di tele e poi a letto. È vero che adesso ci mancano quelle libertà alle quali eravamo abituati: andare a mangiare la pizza con gli amici o ritrovarci per una partita di calcio, incontrare i compagni di classe parlando se quel giorno la prof interroga o meno o altro, vedere il prof e sperare che quel giorno non interroghi e tante altre cose che fino al 5 marzo davamo per scontate. Forse dovremmo vedere in questa nuova routine il lato positivo di questo momento, non solo a livello familiare ma anche a livello scolastico e sociale: la tecnologia ha permesso a molti di continuare a studiare anche se a volte fra mille difficoltà, permette di vederci, parlarci, non ci fa sentire soli al mondo. Credo, non certo in questa situazione, che essere costretti a stare a casa, un mese all’anno, possa fare bene per scoprire e assaporare il bello della vita che forse prima passava troppo veloce per apprezzarlo”.

Alessio

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