Diario al tempo del coronavirus:”…quelle frasi che non sento più da un anno…”

Pubblichiamo un nuovo contributo di uno studente dell’istituto Sarrocchi:“Buonasera, sarebbe disponibile un tavolo per le venti?; “Raga” sono uscite le prevendite per sabato sera le prendiamo?; Questo allenamento è stato distruttivo”.

Queste frasi, sembrano oramai in disuso ed appartenere ad un passato lontano, suonano strane ma al contempo rievocano tantissimi ricordi ed emozioni.

E’ da quasi un anno ormai che non sento dire nulla del genere, il tutto sembra essersi bloccato, sembra veramente di vivere in un mondo parallelo ed apocalittico,  in cui tutto sembra essersi bloccato e non scorre il tempo…ma invece il tempo, è l’unico a non essersi mai fermato.

Ci ha imposto tante limitazioni e restrizioni, tra cui quelle inerenti al rapporto fisico e la possibilità di potersi svagare, viaggiare e quindi conoscere.

Siamo stati colpiti da un qualcosa di maligno, malefico che ci ha travolti dalla sera alla mattina, come se fosse uno tsunami, e in questo caso anche invisibile, perchè c’è ma non c’è, non si vede ma quando si diffonde si notano i suoi effetti, contro i quali alcuni stanno ancora combattendo, chi a casa propria,  chi da un lettino di  una terapia intensiva, e loro sono stati anche più fortunati di altri, in quanto c’è chi ha pagato un prezzo ancor più alto: perdendo, purtroppo, la vita contro la lotta al Covid.

Quindi sì, ci hanno privati della libertà personale, del diritto al lavoro, all’istruzione  e di una miriade di diritti per cui abbiamo e combattiamo ora, cosa impensabile fino ad “oggi”, in quanto saremmo dovuti essere stati tutelati dall’infinità di Costituzioni e Dichiarazioni in vigore, ma dopo tutto ciò, posso dire di ritenermi fortunato in questo periodo buio.

Ho riscoperto valori ormai deprezzati e non coltivati, come quello della famiglia, che mi ha supportato sempre e ora come non mai; dell’amicizia in quanto queste “lontananze” mi hanno dimostrato veramente i legami forti e soprattutto sinceri che ho, infine  la scuola che ho rivalutato, in quanto anche Lei mi è stato vicina e mi ha fatto ricredere sui valori che trasmette: conoscenza, responsabilità e senso civico che andranno a formare il futuro cittadino.

Un antico proverbio cinese dice:” Auguro al mio nemico, di vivere in un periodo interessante”. Io l’ho passato e tuttora lo sto vivendo, ma non lo auguro veramente a nessuno di rivivere in un periodo così, in quanto ho perso alcuni degli anni più significativi, quelli dell’adolescenza,e non ci sarà più nessuno che me li restituirà”.

E.

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