Diario al tempo del Coronavirus:”…la vera prova di maturita’ e’ quella che stiamo vivendo ora…”

Pubblichiamo un nuovo contributo di uno studente maturando dell’istituto Sarrocchi di Siena:”Cosa pensa un ragazzo di 18 anni del 2020?
So che un video sarebbe più alla portata di tutti, ma siamo in quarantena e due righe non fanno male.
Mi passano tantissimi pensieri per la testa in questo periodo. Sento l’ardore e la grinta di voler fare tanto nel mio futuro, di potermi trasformare in qualcuno; e solo adesso capisco che quel qualcuno dovrà essere importante soprattutto per me, più che per gli altri. Ho mille indecisioni, non so che cosa fare: studiare? andare a lavorare? e dove però?
Non sono certo il tipo che solitamente si apre su un social, anzi, sono il ragazzo sempre spensierato e col sorriso in volto, fiero di aver dato sempre a molti miei cari la forza nei momenti di debolezza. E sono anche uno dei tanti maturandi che stanno attraversando questo periodo come mai altri nella storia.
La nostra società è stata costruita su fondamenta e leggi che ci portiamo dietro da sempre, con le quali siamo cresciuti. Bene, io, come tanti ragazzi del 2001, crescendo abbiamo pian piano visto queste fondamenta crollare una ad una, anche le più stabili come per esempio i famosi “100 giorni agli esami”. Siamo cresciuti inizialmente con una prospettiva sul futuro e sul lavoro bene o male sicura, che era sempre stata uguale per tutti, ma anche questa ce la siamo vista crollare davanti, insieme a tutte le crisi che abbiamo visto succedersi durante la nostra pur giovane età.
Penso a miliardi di cose su di me: cosa voglio veramente? dove sbaglio? dove ho sempre sbagliato? cosa potrà cambiarmi? cosa potrà farmi avere un futuro limpido o almeno sereno? Ho 18 anni e credo magari con una certa arroganza di aver passato momenti di crisi emotiva e stress che una persona “normale”, un adulto del giorno d’oggi, passi in almeno 40 anni di vita.
Non voglio certo stare a parlare della rabbia che provo nel respirare questa pesante aria di disorganizzazione generale, perché, anche se queste parole non vi piaceranno molto, un governo è ciò che rappresenta al meglio la mentalità delle persone che conduce: il nostro governo è l’immagine specchiata della maggior parte degl’italiani, infatti al governo vedo molti ignoranti, molte persone intelligenti, nuovi fascisti che nemmeno sanno che cosa sia stato il fascismo, alcuni che si proclamano invece comunisti e che personalmente definirei “comodisti”; e poi ci sono brave persone, persone meno brave ecc, insomma, ce ne sono per tutti i gusti!
Voi adulti sicuramente mi darete contro, mi direte che i vostri genitori erano più duri, che adesso noi abbiamo fin troppo; giusto! Ma voi avete avuto almeno un’ipotetica sicurezza che noi ci sogniamo, perché voi, a meno che non ci abbiate sempre mentito (e credo di no), ci avete raccontato che una persona poteva entrare sicuramente nel mondo del lavoro e che se ne avesse avuto voglia e si fosse impegnata sarebbe riuscita a costruire qualcosa, come a voi hanno insegnato i vostri genitori. Noi però siamo figli senza genitori che possano insegnarci le basi della vita perché, in fondo, al giorno d’oggi, non lo sanno nemmeno loro che cosa insegnarci e, fidatevi cari adulti, non avete idea di come sia difficile per noi questa cosa…
Non vi dirò le condizioni nelle quali sto scrivendo queste righe, le stesse nelle quali sto passando ogni dannatissima sera di questa quarantena perché, come ho già scritto, “non sono il tipo social”; certo mi mancano veramente gli amici (e gli zii, i cugini, e non vi dico le nonne!), ma vi dirò soltanto che le sto passando nella consapevolezza di vivere i miei anni più belli con paura, paura vera, e ci tengo a ripeterlo come un 19enne ingenuo: “voi non lo sapete”, ma fidatevi almeno una volta, vi assicuro che è così. Non sto puntando a svalutare i vostri insegnamenti, poiché per me paradossalmente gli insegnamenti e le parole di un adulto hanno più valore di ogni altra cosa, e per questo anzi vi prego di continuare a insegnarmi sempre, perché è tutto quello che veramente voglio e lo voglio con tutto il cuore.
Il mio più grande sogno, se avessi una bacchetta magica, sarebbe riuscire ad essere lucido pur dormendo un’ora al giorno, infatti uno dei miei più grandi difetti è quello di andare sempre a letto tardissimo, nonostante il dovere di alzarmi presto per andare a scuola, anche se adesso sembra strano da dire! Odio me stesso per non riuscire a compiere sempre a pieno i miei doveri da studente, perché “si devo studiare, ma un’oretta in officina ci posso andare”, e poi un’ora si trasforma in tutta la giornata… I motori, per un bel po’ di tempo in questi mesi, ho cercato di metterli da parte, ma infondo sono la mia passione più grande anche perché, grazie ad un maestro che apprezzo fortemente, riesco a imparare sempre di più, e però contemporaneamente mi rendo conto che più imparo e più la strada per diventare uno che ne sa realmente si allunga… Bah, si vedrà.
Nella scelta della strada da prendere per il futuro, fino a pochi giorni fa ero orientato ad andare all’università, ma poi, ripensandoci, mi sono detto “non è più come prima”, come ci hanno detto gli adulti. Che vado a fare all’università se poi non so veramente come poterla sfruttare? Non è più come prima, a che serve mettermi una laurea in tasca nell’utopica ipotesi di dimostrare qualcosa a qualcuno? Ma poi a me infondo importa…? Si, qualche soddisfazione, ma poi cosa ci faccio veramente?” Allora cambio idea e penso di andare a lavoro, e sicuramente la voglia non manca, ma dove riuscirò a farmi davvero vedere per diventare poi importante, almeno per me stesso?
Mi mancherà la scuola, ci sono sempre stato bene, mi sono sempre divertito; lo dico da sempre a tutti e mi sono sempre sentito rispondere: “beato te, sei proprio fortunato”! In questo momento, per uno come me che si affeziona molto alle persone (sfortunatamente, mi verrebbe da dire, in questo mondo), i miei compagni, che per me sono fratelli e i professori, che stimo profondamente dal primo all’ultimo, mi mancheranno come l’aria e non avrò nemmeno la possibilità di poterci passare questi ultimi mesi fondamentali, come invece tutti voi adulti per legge “naturale” avete avuto la possibilità di fare. La vera “prova di maturità” credo sia allora questa che stiamo vivendo, se riflettessimo un attimo al vero significato di queste parole; non potrò provare nemmeno la famosa paura dell’esame di Stato, perché sarà un esame che boh, mi dice poco: certo, ci terrei a prendere un bel voto, ma forse non sarà veritiero con quello che sarebbe stato alla fine di un percorso ‘vero’ o, almeno, rispetto a quello che mi avete sempre detto che è stato e che doveva essere. Ma anche qui…
“Andrà tutto bene”, sento dire e leggo dappertutto, perché sempre da tutti i mali è sorta poi la luce del riuscire a rialzarsi; allora scusatemi, ma io come maturando non so veramente cosa pensare, né voglio crearmi più speranze e sicurezze non reali. “Andrà come andrà”: direi che questa frase sia più concreta”.
Dario, un maturando al tempo del covid-19.

2 commenti

  1. Considerazioni dolorose ma anche emozionanti. Grazie per questo contributo

  2. “consapevolezza di vivere i miei anni più belli con paura, paura vera” questa frase fa male come una frustata

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *