Diario al tempo del coronavirus:”…la speranza dei vaccini…”

Pubblichiamo un nuovo contributo di uno studente dell’istituto. Abbiamo chiesto ai ragazzi di fare una sorta di ricostruzione, anche emozionale, ad un anno dal lockdown. Il titolo del tema/lavoro era il seguente:” L’anno scolastico 2020/21 è l’anno del rientro a scuola dopo mesi di Lockdown. Racconta le tue impressioni al rientro a settembre e come hai vissuto e stai vivendo questi mesi”. Di seguito il contributo: “Un anno fa, siamo stati costretti a rimanere a casa per via di una pandemia imminente. All’inizio nessuno si aspetta tutto quello che è poi successo. Noi ragazzi eravamo felici perché per due settimane non dovevamo andare a scuola, ma poi, quando il Presidente del Consiglio dei Ministri ci ha comunicato la decisione del Governo siamo rimasti tutti affranti. In quei mesi però, è nato un enorme senso di comunità, tutti rispettavano le regole, non solo per paura di essere contagiati, ma anche per paura di contagiare gli altri. Personalmente in quei terribili mesi di isolamento da tutto e tutti, ho avuto la possibilità di riflettere molto, ho scoperto parti di me che non conoscevo, ho scoperto nuovi hobby, ho scoperto alcune cose che prima non pensavo mai mi sarebbero piaciute, ho imparato a rispettare le altre persone, in qualunque modo esse siano. Dopo pochi giorni dall’inizio del lockdown, la scuola ha iniziato a fare didattica a distanza, ci ha procurato un account  “Gsuite” per fare scuola da casa, ma, nessuno è mai riuscito a dire che questo nuovo tipo di scuola in realtà, potesse sostituire in alcun modo la classica scuola in presenza fatta di emozioni, come le risate tra i compagni o i professori o anche la gioia, o anche la tristezza, dopo aver ricevuto un buon o un brutto voto. Il morale delle persone in quei mesi scese tantissimo, avevamo bisogno di uscire e incontrare i nostri parenti o amici, anche se si rimaneva in contatto tramite la tecnologia moderna, niente poteva sostituire un semplice sorriso o abbraccio. Durante il lockdown i miei genitori continuavano a lavorare, mentre io e mia sorella ne abbiamo approfittato per conoscerci meglio, visto che lei stava sempre fuori con gli amici o per lo sport, non avevamo la possibilità, ma non ne sentivamo neanche il bisogno. Ci siamo accorti di avere, entrambi, una persona in più di cui fidarci. Alla fine del lockdown abbiamo iniziato a vivere con più consapevolezza delle cose che ci circondano, abbiamo imparato ad apprezzare ogni singolo gesto che ci veniva fatto. Durante l’estate però, era come se tutti si fossero dimenticati quello che era successo, tutti iniziarono ad uscire, al mare, in discoteca, in giro per la città senza rispettare le norme che servivano per proteggere noi e gli altri. A settembre ricominciò la scuola, finalmente in presenza, nessuno era triste, perché finalmente potevamo provare di nuovo le emozioni che durante il lockdown erano assenti. Tutti eravamo felici di ricominciare, anche se con restrizioni. Ad ottobre però, poco prima del suono della campanella di fine lezioni, ci comunicarono che, tutta la classe doveva fare la quarantena per un professore positivo al virus. All’inizio avevamo tutti paura, perchè ovviamente nessuno voleva contagiare la propria famiglia. Dopo che piano piano, tutti risultavamo negativi ci tranquillizzammo. Finita la quarantena si ritornò a scuola, ma durò poco. Infatti, la libertà ricevuta d’estate, si fece sentire, i casi cominciarono a risalire e quindi il governo decise giustamente di chiudere. L’Italia venne divisa in zone, divise in colori con restrizioni diverse. A dicembre iniziammo ad avere qualche speranza con l’arrivo dei primi vaccini. La scuola rimase chiusa fino a inizio Gennaio, quando si ritornò al 50% a scuola. Ora, a Marzo, dopo un anno dall’inizio del terribile lockdown, è ritornata la paura di rimanere chiusi in casa per molto, molto tempo. Io dopo il rientro a settembre ero felice e pronto a tornare alla normalità, ma dopo che hanno chiuso di nuovo la scuola ero spaventato e avevo paura che le persone si fossero dimenticate tutto quello che successe a marzo 2020. Ora, con l’arrivo dei vaccini, ho riacquistato la speranza e spero di uscire presto da questa situazione, ne ho bisogno, ne abbiamo bisogno tutti”.

T.D.

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