Diario al tempo del Coronavirus:”…la mia giornata tipo…”

Pubblichiamo un nuovo contributo di uno studente dell’istituto Sarrocchi di Siena:”Caro diario,

Prima di raccontare la mia giornata tipo, faccio una premessa: io non mi stanco a stare a casa…ecco la mia giornata tipo… mi sveglio presto come se andassi a scuola ossia le 7 di mattina; le lezioni iniziano alle 8.30 e i primi 10-15 minuti faccio colazione, mentre i professori chiedono come sta andando la quarantena. Passati questi minuti, si inizia a fare lezione, così tutti i giorni. Alcuni professori, invece di fare il solito orario, ci fanno smettere prima per fare una pausa. Fatte le abituali cinque ore più o meno, vado a fare pranzo. Dopo aver fatto pranzo, dalle 2 alle 4, o guardo una vecchia partita di nba o faccio i compiti visto che mi annoio, poi continuo la giornata come se fosse un giorno normale giocando alla play con i miei amici a diversi giochi. Verso le 6/6.30, a mio malincuore, tocca fare un pò di movimento, visto che ho un pò di attrezzi per fare ginnastica, faccio un pò di tapis roulant e poi faccio gli esercizi da fare che c’ha dato la societa in cui gioco… finito questo vado un pò fuori a giocare a basket fino alle 8 di sera. Finito tutto questo vado a fare cena…poi fino alle 11 sto al computer con altri amici su discor(che è un’applicazione per parlare) parliamo e giochiamo. e questa è la mia giornata normale per questa quarantena. La cosa che mi manca di più è uscire il sabato sera e andare a siena con gli amici, ora il sabato sera è un mortorio.

Io, come la maggior parte degli italiani, pensavo che era virus che prendeva solo la gente più anziana ed era come un virus normale. Poi mi sono ricreduto… è un virus con cui non bisogna scherzare, ed è molto contagioso. In questo momento gli italiani vogliono fare tutti fitness, ma quando non c’era questo virus nessuno si concentrava sul fitness e secondo me, ora, è un modo per non rispettare la quarantena. In poche parole, l’italia deve forzare la quarantena come ha fatto la Cina. Invece i miei genitori si sono iniziati a preoccupare da subito, ma non come quelli che sono andati tutti i giorni a svuotare il supermercato. All’ora in cui dicono gli infetti, i morti e i guariti loro, i miei genitori, sono sempre lì attaccati alla TV. Ciao diario, ti scriverò domani…

Christian

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