Diario al tempo del Coronavirus:”…la fine di quest’anno scolastico…”

Pubblichiamo un nuovo contributo della professoressa Marina Berti a chiusura dell’anno scolastico e prima dell’esame di maturita’”

Finito anche quest’anno scolastico! Finita la DaD, le polemiche, il distanziamento fisico (non chiamatelo sociale!). Lunedì tornerò a scuola, pronta io per gli esami di maturità (non chiamateli di stato, ché quest’anno i nostri studenti di maturità ne hanno dovuta dimostrare tanta!). E loro? Saranno pronti gli studenti delle nostre Quinte? Sì, anche se per loro, quest’anno, sarà più doloroso lasciare la scuola, luogo in cui si sono trasformati in adulti da ragazzini che erano quando varcarono per la prima volta la porta d’entrata,  i corridoi, dove per anni hanno incontrato gli amici,  e quell’aula, palcoscenico di un rituale che li ha visti protagonisti di performance, a volte positive a volte negative.  Doppiamente doloroso perché negli ultimi mesi sono stati separati dal caso, impediti dal guardarsi negli occhi e confortarsi o confrontarsi; perché non si sono potuti abbracciare per gioire o consolarsi; perché una mattina qualsiasi di un giorno qualsiasi hanno saputo che le lezioni in presenza sarebbero state sospese, ma nessuno ha detto loro che non sarebbero più riprese e loro non hanno potuto porre lo sguardo per l’ultima volta sul proprio banco, sulla cattedra, sulla lavagna; perché non hanno potuto organizzare i loro cento giorni all’esame né la loro cena di classe. Perché la loro maturità sarà diversa, solitaria, senza i compagni a sostenerli, senza la stretta di mano con gli insegnanti, nascosti dietro una mascherina chirurgica a sottolineare la lontananza necessaria tra noi e loro.
Lunedì 15 giugno tornerò a scuola, varcherò il portone d’ingresso, percorrerò i corridoi ed entrerò in un’aula che avrà un aspetto nuovo, diverso da quello che aveva prima del lockdown, chiamiamola chiusura per non irritare qualcuno. Tutto avrà un aspetto diverso, perché questo virus ha spento un po’ il sorriso di tutti. Passerà? Andrà tutto bene? Forse sì, ma per ora qualcosa ci è stato sottratto: in primis ai nostri studenti, ma un po’ anche a noi”. 

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